|
|
| Nel
1949 la Ormig iniziò a produrre autogru industriali
semoventi a braccio fisso, studiando soluzioni tecniche
estremamente innovative per quegli anni. La prima autogru
fu la 5tn da 5 tonnellate, con il braccio azionato da
una cremagliera. Con lo stesso concetto furono realizzate
macchine con portata fino a 23 tonnellate, familiarmente
denominate “elefantino”. |
| Fu
sul finire degli anni ’50 che venne lanciata sul
mercato quella che resta l’autogru semovente più
diffusa di cui sono stati prodotti circa 5000 esemplari:
la 75m, portata 7,5 tonnellate con braccio di 9 metri
e possibilità di arrivare fino a 15 metri con
prolunga a traliccio. La macchina era fortemente innovativa
poiché il braccio non era più azionato
da una cremagliera; infatti la variazione dell’angolo
del braccio avveniva in modo continuo tramite un verricello
montato sul telaio della gru. Questo mezzo contribuì
notevolmente allo sviluppo industriale di quegli anni
e fu parte integrante delle numerose officine che stavano
nascendo. |
 |
|
Verso la
metà degli anni ’60 con il crescere e il
diversificarsi delle necessità degli utilizzatori,
la Ormig progettò e brevettò il “
quadrilatero articolato”, meccanismo che mantiene
il raggio di sollevamento costante al variare dell’angolo
del braccio: quindi si poteva portare il massimo carico
con braccio completamente orizzontale, per agevolare
chi doveva spostare carichi pesanti da interno ad esterno
e viceversa. La macchina più diffusa è
stata la 120i da 12 tonnellate, con braccio massimo
di 10 metri, di cui ne sono stati costruiti circa 1000
esemplari.
Con questo sistema sono state prodotte macchine da
3 a 25 tonnellate di portata. Verso la metà degli
anni ’70, fu introdotto un nuovo sistema di sterzatura
con conseguente posizionamento delle ruote posteriori
agli estremi dell’assale, al fine di ottenere
elevata stabilità e consentire di realizzare
un braccio più lungo che desse maggiori possibilità
operative. Pochi anni dopo si studiò una diversa
impostazione del sollevamento del braccio, sistemando
la cabina lateralmente: ciò consentì di
ottenere macchine più basse e di conseguenza
ridotte dimensioni d’ingombro e maggior visibilità
per l’operatore. Nacquero gru da 10 a 35 tonnellate
cui seguirono nel corso degli anni i modelli che caratterizzarono
la produzione attuale.
|
| La stessa gamma è
oggi realizzata anche nella versione ad alimentazione
elettrica, in ottemperanza alle attuali normative vigenti
sulla sicurezza nell’ambiente di lavoro e a tutela
dell’operatore in materia di antinquinamento acustico
e ambientale, al fine di soddisfare sempre maggiormente
le esigenze degli utilizzatori. |
|
|
 |
|
Indirizzo:
Piazzale Ormig
15076 OVADA (AL)
ITALY
P.O. Box 63
Telefono:
+39 0143 80051
Telefax:
+39 0143 86568
E-mail:
mktg@ormigspa.com
|
|